giovedì 26 febbraio 2026

Silenzio parola e amore. Frammenti e note

in collaborazione con l'autore Michele Leone

tratto da: https://micheleleone.it/silenzio-parola-e-amore-frammenti-e-note/


Riflessioni ispirate dalla lettura di: Platone a Heliopolis d’Egitto


“Il sapiente sa decifrare, grazie al solo spirito di ricerca, la lezione nascosta nel palinsesto del libro vivente dei miti, dei riti, delle religioni?”


La risposta potrebbe essere Silenzio parola e amore, ma la domanda non è provocatoria e neanche tendenziosa, implicherebbe una ricerca sul significato profondo e comune di ciò che si può intendere per sapiente. Spunto e nota per queste poche righe sono le parole di Godel nel suo Platone a Heliopolis d’Egitto, il Melangolo 2015 (tutti i virgolettati sono presi da questo testo). Ognuno attribuirà al sapiente la sfumatura più consona al suo percorso interiore. Per certo, il ricercatore non potrà non tenere in considerazione queste indicazioni.


“Premunitosi il più possibile contro la tentazione di semplificazioni, il ricercatore si esercita nella gioia di leggere il linguaggio dei miti. La sua iniziazione acquisisce profondità; a mano a mano che sale il livello d’intellegibilità mette da parte le contingenze, la vana curiosità del pittoresco, le accozzaglie inutili, per lasciarsi attirare verso l’essenziale.


Dietro il gioco dei miti, dietro le figure divine o eroiche appare la trama del tessuto mentale di cui è costituito tutto questo immaginario, che ricopre con il proprio velo il tessitore che ne disegna il modello; invita chiunque voglia superare le forme visibili a cercare questo artigiano e poeta segreto; lo nasconde e lo indica insieme. Dietro la tela dalle immagini parlanti è possibile avvertire una funzione biologica rivelatrice delle strutture profonde del vivente. Questa forza generatrice di racconti incantati possiede una scienza implicita; la sua naturale conoscenza delle leggi che reggono la vita dello spirito è sicura fintanto che lo è – nella sua sfera – il sapere istintivo di un ragno che tesse la ragnatela.”

Dopo la curiosità, dopo il bizzarro ed il pittoresco, bisogna ricercare un livello altro. Una Via che è tangente a molteplici altre strade, ma che al tempo stesso è unica e irripetibile. Una Via raccontata da molti viaggiatori dello spirito, la ricerca quella primigenia scintilla da cui scaturisce la fiamma del fuoco che arde e non brucia il cuore dei puri, dei Kadosh. La verità, come la conoscenza o Sofia deve essere colta nuda, va svelata passo a passo, respiro dopo respiro come due innamorati che sotto la rosa cercano la perfetta unione e danzano prima di congiungersi ed essere uno da due.


“L’egiziano, in silenzio, metteva il dito prima sul cuore, poi sulle labbra. Chiunque fosse istruito capiva il senso implicito di quel gesto.


Dalla conoscenza sepolta ai recessi del cuore il cammino verso la bocca è breve. L’uomo è tentato di esprimere a parole l’universo e la sua autorità verbale – Hu – controlla l’azione costruisce il mondo. Ma la parola espressa non torna mai più al suo punto di partenza, non può ritrovare la fonte da cui è sorta la norma cosmica. L’enigma della creazione non si rivelerà nelle parole. Meglio di qualunque dialettica, le poesie dei Saggi ci aiuteranno a penetrare il mistero delle origini:


Tu che conduci l’acqua in un luogo in disparte

Vieni e salva me silenzioso,

Thot, dolce fonte dell’uomo assetato nel deserto.

Inaccessibile per chi trova le parole

Aperta per chi è silenzioso;

Giunge, il silenzioso, e trova la fonte.”


Oltrepassando i confini della cultura e della conoscenza intesa in senso scientifico o profano (fuori dal tempio) le parole diventano un pericolo, un ostacolo od una opportunità a seconda di chi le vive. La parola è uno dei segreti, la via è silenziosa e piena d’amore.

giovedì 5 febbraio 2026

La prima edizione italiana di “Frankenstein” di Mary Shelley

in collaborazione con l'autore Simone Berni

tratto da: https://www.cacciatoredilibri.com/la-prima-edizione-italiana-di-frankenstein-di-mary-shelley-su-ebay/

Come “Dracula” di Bram Stoker, un’altra edizione eccellente uscita in tempo di guerra!


La prima edizione italiana di Frankenstein di Mary Shelley (Roma, Donatello De Luigi Editore, 1944). Sì, lo stesso destino del Dracula di Bram Stoker – entrambi usciti durante la guerra, stampati con carta di pessima qualità, poco pubblicizzati, avvolti “nell’ombra”, come gli illustri personaggi che descrivono preferiscono ampiamente, del resto.

Frankenstein in Italia: un’edizione leggendaria nata sotto i bombardamenti

Quando si parla di “Frankenstein“, l’icona della letteratura gotica e fantastica di Mary Shelley, la mente corre inevitabilmente all’originale inglese del 1818. Eppure, in Italia il suo arrivo è stata una lunga attesa: la prima vera traduzione italiana di Frankenstein vide la luce solo nel 1944, in piena Seconda guerra mondiale, per la casa editrice Donatello De Luigi di Roma.

Pubblicare un capolavoro letterario in tempo di guerra significa sfidare la sorte e le difficoltà materiali. La prima edizione italiana di Frankenstein fu stampata su carta di qualità scadente, un riflesso diretto delle ristrettezze belliche e della scarsità di materiali. Nonostante ciò, questa edizione rimane un gioiello raro e ambito, appartenente alla collana “Il Romanzo Nero” diretta da Donatello De Luigi che si distingueva per la pubblicazione di opere di letteratura fantastica e di orrore.

La traduzione e introduzione furono affidate a Ranieri Cochetti, che offrì agli italiani uno sguardo sulla celebre figura del Dottor Frankenstein e della sua creatura assemblata, quasi un riflesso oscuro e inquietante del presente storico in cui il libro nasceva, durante il fragore dei bombardamenti e delle battaglie.

Sebbene l’edizione del 1944 non goda della stessa qualità tipografica delle pubblicazioni più moderne, è ricercatissima dai collezionisti per la sua rarità e il contesto storico in cui è stata prodotta. Copie di questa prima traduzione italiana sono (quasi) pezzi da museo per gli appassionati di bibliofilia, spesso conservate con cura nonostante l’usura del tempo. La brossura editoriale, con titolo bianco su fondo nero, è riconoscibile e segnata da una patina che racconta la sua lunga storia. Questa edizione è considerata il punto di partenza per la fortuna editoriale del romanzo in Italia e rappresenta un unicum rarissimo: sono passati infatti quasi 130 anni dalla prima edizione inglese prima che Frankenstein fosse disponibile in italiano in una forma integrale e curata.

Curioso come un simbolo della letteratura occidentale, così profondamente legato al concetto di creatività e orrore, sia stato tradotto per la prima volta in Italia proprio in uno dei periodi più drammatici della sua storia, quasi che la creatura di Frankenstein rispecchiasse le tensioni di quel tempo. Questa edizione è dunque un vero e proprio “mostro” da collezione, che parla non solo di letteratura, ma anche della passione di un editore che ha voluto portare in Italia un classico immortale, nonostante tutto.