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mercoledì 28 ottobre 2026

Bowie l’alchimista e le formule magiche degli ultimi dischi (ora in cofanetto)

tratto da "Il Giornale" del 20 agosto 2025

Esce la raccolta di tutti gli album da "Heathen" all’addio di "Blackstar"

di Alessandro Gnocchi

Il prossimo 12 settembre sarà un momento di festa per i fan di David Bowie. Arriva infatti il sesto cofanetto dedicato all'opera omnia dell'artista morto il 10 gennaio 2016. David Bowie 6. I Can't Give Everything Away (2002-2016) racconta l'ultimo, intenso capitolo della carriera di Bowie. Dal ritorno introspettivo di Heathen, con i suoi temi di fede e mortalità, fino all'estremo saluto di Blackstar, l'antologia ripercorre quattordici anni di musica in continua trasformazione. Accanto agli album in studio e dal vivo, spiccano due esclusive: il concerto al Montreux Jazz Festival 2002, dove Bowie affronta quasi per intero Low, e la raccolta Re: Call 6, con rarità, versioni alternative e brani mai apparsi prima. Completa il set un libro di 84 pagine con foto, appunti e disegni inediti, che restituiscono la visione di un artista che fino all'ultimo ha indagato il mistero dell'esistenza con forza e grazia.

Heathen (2002) segna per Bowie un ritorno a sonorità più classiche dopo gli anni '90, ma soprattutto è un album intriso di riflessione spirituale ed esistenziale. Il titolo («pagano», «infedele») allude alla condizione di chi si non ha certezze religiose, lasciato solo di fronte al vuoto o a un Dio silenzioso. Nei testi emergono fede, perdita, morte e ricerca. La copertina espande il significato in direzione esoterica: Bowie con gli occhi chiusi appare come un santo o un medium, simbolo di cecità spirituale ma anche di visione interiore. Alcuni dettagli grafici dell'artwork rimandano alla numerologia mentre l'atteggiamento passivo richiama l'uomo contemporaneo sospeso tra dubbio e trascendenza. Bowie disse che Heathen era un disco «sul vuoto che resta quando la fede scompare», e che i brani erano attraversati dall'idea di un'umanità «senza risposte, ma incapace di smettere di cercarle». Un'opera di meditazione sul sacro e sul mistero dell'esistenza. Un'opera che, al pari delle seguenti, rifletteva sulla mortalità e infine la accettava, proiettandola però sullo sfondo dello gnosticismo e nell'esoterismo così tipici di Bowie.

Nel disco conclusivo, Blackstar, l'alchimista getta la maschera, sebbene Bowie non abbia mai fatto mistero delle sue occulte credenze.

Si parte dal satanista Aleister Crowley, che coniò la frase: «Ogni uomo e ogni donna sono una stella». Fondamentale per capire cosa stiamo ascoltando, ma anche cosa stiamo guardando nel ricchissimo artwork e nei video di Blackstar e Lazarus, è il libro Bowie di Steve Schapiro. Il fotografo accompagnò Bowie sul set dell'Uomo che cadde sulla Terra e realizzò anche una serie di scatti, nel 1975, diventati leggendari. Bowie, nello stesso costume che indosserà quarant'anni dopo nel video di Lazarus, traccia diagrammi sulla parete e sul pavimento di una stanza disadorna. In altri scatti, prosegue il lavoro su una agenda, come riflettesse all'infinito sullo stessa tema. Quale? Si intravede l'Albero della Vita, il modo in cui i cabalisti ebraici descrivevano il rapporto tra sopra e sotto, divino e umano, terreno e ultraterreno. Un grande Albero, lungo il quale c'è una serie di tappe che l'iniziato deve conoscere e percorrere. La cabala è l'insieme degli insegnamenti esoterici propri dell'ebraismo rabbinico, emerso in Europa nel XII-XIII secolo ma appartenente a un'epoca anteriore. Bowie probabilmente l'aveva conosciuta attraverso le opere di Éliphas Lévi (1810-1875), esoterista che riteneva fondamentale (ne consigliò la lettura).

Una delle fotografie di Shapiro sarà utilizzata come retro della copertina di Station to Station, e la canzone omonima racconta proprio il passaggio da una stazione all'altra dell'Albero, in particolare il magical movement che conduce da Keter a Malkuth.

Keter e Malkuth sono la prima e l'ultima tappa dell'Albero. Keter è spirito puro, emanazione diretta di Dio, Malkuth è il mondo della materia. Alla nascita l'uomo precipita nel regno di Malkuth e la vita non è altro che purificazione per tornare, al momento della morte, a Keter. La cabala, fondamento di tutte le arti occulte, combina esperienze diverse. Lo studio degli attributi divini di parole e numeri per ascendere nella spiritualità. C'è poi l'aspetto fisico, la cabala estatica, che prevede esercizi di respirazione, movimenti e anche il canto rituale. Le visioni creano inedite associazioni di simboli, che il cabalista trascrive con un metodo senza filtri simile alla scrittura automatica dei surrealisti o al cut up di William Burroughs, metodo che Bowie utilizzerà sistematicamente. Gli antichi cabalisti credevano che il trattato della Cabala aiutasse a invocare il potere divino dell'universo per scatenarlo contro i demoni. I cabalisti moderni credono che il trattato spieghi come connettere il proprio spirito al potere divino dell'universo. Il cabalista è un viaggiatore: muovendosi sul cosiddetto piano astrale, si muove tra lo spirito e le stelle, tra il mondo interiore e la realtà oggettiva. È uno Starman. Non è un caso che Bowie recuperi le immagini del 1975 nel suo congedo dal mondo materiale. In Lazarus, l'uomo caduto dalle stelle risolve il mistero della vita, interrogandosi nuovamente sull'Albero, e si prepara dunque a diventare spirito, secondo i passaggi stabiliti dall'alchimia. Sarà un Sol Niger, il Sole nero, una Blackstar dunque, la stella nera che emette luce bianca, un simbolo di rinascita in senso spirituale, anche attraverso il lutto e la rovina della materia, una fonte di energia nascosta, un matrimonio mistico tra Yin e Yang, bianco e nero, Sole e Luna, gli aspetti in apparente contrasto della nostra vita e del mondo. Una edizione ultra-limitata di Blackstar conteneva tre litografie alla base delle quali compaiono formule chimiche di vari stadi della fusione nucleare che conducono alla formazione di una stella. La Blackstar ha la forma del pentacolo, esprime il dominio dello spirito sugli elementi. Armato di questo segno, l'iniziato può vedere l'infinito «attraverso la facoltà che si chiama occhio dell'anima». Esatto, quello di Heathen.

domenica 14 marzo 2021

Scrittori-maghi e libri segreti ​Il lato esoterico del romanzo

 tratto da Il Giornale del 24/07/2016 

Una monumentale guida sui sottili legami tra occultismo e letteratura. Da Apuleio a Coelho

di Luigi Mascheroni


Religioni misteriosofiche e gnosticismo,magia e Cabala,i sogni di Swedenborg e il Necronomicon, l’egizianismo novecentesco di Schwaller de Lubicz e il nazismo magico... E poi confraternite sataniche,i Grandi Antichi fino ai legami tra David Bowie ela Qabbalàh...

Dentrola parola «esoterismo» ci sta di tutto (anche se solo ciò che ne resta fuori è davvero per pochi). E per fare chiarezza sul vastissimo «mondo altro» delle (cono)scienze occulte e soprattutto - ecco l’aspetto più interessante - per illuminare le ricadute letterarie dell’occulto su moltissimi scrittori, come Apuleio, Dion Fortune, Balzac o D’Annuzio fino al cabalista Jorge Luis Borges... ecco un’utilissima, monumentale Guida alla letteratura esoterica (Odoya, pagg. 632, euro 30; a cura di Claudio Asciuti, con testi di numerosi specialisti del settore). Un libro per soli adepti, sfogliando il quale si scopre che:

MAGHI PERMALOSI William Somerset Maugham (1874-1965) prese a modello Aleister Crowley - il più grande mago del Novecento - per il romanzo The Magician (1908). Lo scrittore inglese lo aveva conosciuto a Parigi, in un caffè chiamato Chat Blanc (che poi nel libro diventa il Chien Noir...), e non l’aveva trovato per nulla simpatico. A sua volta, Crowley, detto la Grande Bestia, fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per molti satanisti, si lamentò del ritratto di Maugham, dicendo che aveva scopiazzato qua e là dettagli veri e falsi. E quando il regista Rex Igram nel 1926iniziò agirare unfilm tratto da The Magician, Crowley intentò causa per diffamazione alla Metro Goldwyn Mayer. Più tardi, nel ’64,il «mago»farà persino una comparsata in Festa mobile diHemingway.Ah... VincenzoConsolo hafattoinvece di Crowleyil protagonista del suo romanzo Nottetempo, casa per casa, premio Strega nel 1992. (BUONE) IDEE

DALL’ALTRO MONDO Scrittori che appartennero alla Golden Dawn, società segretainiziaticafondata sulla tradizione della Qabalah: Arthur Machen (uno dei più importanti autori dell’orrore e del mistero: si legga Il Grande Dio Pan); Algernon Blackwood, autore del romanzo breve I salici, considerato da H.P. Lovecraft uno dei testi cardine della letteratura fantastica; Bram Stoker, creatore di Dracula; H.G. Wells, padre della moderna fantascienza; e William Butler Yeats, già in contatto con la Società teosofica di Madame Blavatsky.

PSICOANALISTI DAI PIEDI CAPRINI Dion Fortune, pseudonimo di Violet Mary Firth (1890-1946), prima di diventare unafortunata scrittrice di romanzi «fantastici» ed ermetici come Il demone amante (1929) o Il dio dal piede caprino (1936), fu un’attentissima studiosa di magia e analista di impronta freudiana (a 23 anni era una delle psicoanaliste meglio pagate di Londra). Oggi non la legge più nessuno.

LA VOCE DELL’ARMENO Franco Battiato già prima della collaborazione col filosofo Manlio Sgalabro scriveva i testi delle sue canzoni sotto l’influenza di mistici indiani, del buddhismo, i sufi, e soprattutto, il pensiero dell’esoterista armeno Georges Ivanovic Gurdjieff (1877-1949). Sua l’espressione «Centro di gravità permanente» che fece la fortuna dell’album La voce del padrone (1981).

PLAGI ENIGMATICI Rimane un mistero perché la grande scrittrice Katherine Mansfield passò gli ultimi mesi di vita all’«Istituto per lo sviluppo armonioso dell’uomo» di Gurdjieff, a Fontainebleau, Francia, dove morì nel gennaio 1923. Un caso di plagio (non letterario, ma psicologico)?

IL FU MATTIA TEOSOFO Domanda numero uno: e se i rapporti di Luigi Pirandello con l’esoterismo e lo spiritismo non fossero improntati a una caustica ironia, come suggeriscono alcune sue pagine, ma scaturiscano da una profonda (e nascosta) convinzione, come sembrano dimostrare altre? Forse allora Il fu Mattia Pascal potrebbe essere letto come «un “trattato” di spiritismo mascherato da astute pennellate di autoanalisi della scissione dell’Io» (l’amico Luigi Capuana, invece, è accertato: credeva agli spiriti, fotografava ectoplasmi e partecipava a sedute spiritiche).

ECHI DI UN COMPLOTTO Domanda numero due: ma quella di Umberto Eco per i complotti (un complotto per nascondere un libro pericoloso è quello che circonda la biblioteca del Nome della rosa, complotti sono quelli a cui credono i «diabolici» nel Pendolo di Foucault, complotti avvolgono i maledetti Protocolli dei Savi di Sion nel Cimitero di Praga, e fondato per alimentare veri e falsi complotti è il giornale di Numero zero...) è puro divertissement letterario o una vera e propria ossessione (complottista)?

CROCE E SPIRITI Da ricordare il giudizio di Benedetto Croce su Antonio Fogazzaro, autore dell’inquieto romanzo Malombra (1881) nel quale sembra manifestare un esemplare caso di reincarnazione: «Riconosce importanza ai fenomeni della suggestione, della telepatia, dello sdoppiamento, della chiaroveggenza, dello spiritismo, come segni di futura unione della scienza con la fede».

IL PESSOA DAI MILLE VOLTI Fernando Pessoa lasciò duemila documenti inediti sull’astrologia, la sua più grande passione (sottaciuta dai critici). Altri interessi dello scrittore di Lisbona in ambito esoterico: l’ordine Templare di Portogallo (di cui si diceva iniziato), i Rosa+Croce, la Massoneria, la teosofia, la Gnosi e il «sebastianismo», il movimento mistico-secolare legato al mito millenarista del «Quinto Impero» che propugnava il ritorno del re Sebastiano I che avrebbe riportato il Portogallo agli antichi splendori. Comunque, al di là delle interpretazione politicamente corrette, Pessoa era fortemente conservatore, antidemocratico, monarchico.

PESSIME ALCHIMIE Il più grande bluff esoterico della letteratura? Per Claudio Asciuti (curatore della Guida alla letteratura esoterica) è Paulo Coelho, «uno scrittore che ha diluito, banalizzato e annacquato in un profluvio di operette una conoscenza sapienziale millenaria, rendendola irriconoscibile. I suoi romanzi sono un concentrato dei peggiori vezzi moderni e delle più trite “verità” New Age, scritti in uno stile piatto, con il tono di una favola per bambini».

ATTENTI AL MAGHETTO Se date da leggere ai vostri figli i libri di Harry Potter, ricordatevi che qualcuno li ha accusati di essere uno straordinario vettore di anticristianesimo e, addirittura, satanismo.