martedì 29 settembre 2026

Il tunnel di luce di Hieronymus Bosch

Di Marcel Fosca - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31496173


Il famoso quadro del "tunnel di luce", Ascesa all’Empireo, in cui le anime si dirigono verso un tunnel in cui in fondo si vede una luce accecante a rappresentare il paradiso, fa parte del polittico di Hieronymus Bosch denominato Quattro visioni dell’Aldilà custodito alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Quando si parla delle cosiddette NDE, Near-Death Experiences, in italiano esperienze ai confini della morte o esperienze di pre-morte, si incontra spesso nei racconti di chi vive l'esperienza, il tunnel di luce. Per gli scettici è semplicemente un espediente della mente umana per accompagnare l'essere umano verso la morte, per altri un'esperienza dell'aldilà.

Il quadro di Bosch risale ai primi del Cinquecento ed è ispirato alla teologia medievale, alle visione dei mistici, ai manoscritti miniati in cui ricorrono illustrazioni del trapasso in cui gli angeli scortano l'anima nuda verso il cielo e infine alla letteratura medievale, come la Visio Tnugdali o il Tractatus de Purgatorio Sancti Patricii, in cui si descriveva il passaggio dell'anima dopo la morte attraverso cavità scure, imbuti o ponti stretti prima di sfociare nella luce paradisiaca.

Il tunnel di luce sembra una costante dell'esperienza umana e non un frutto di qualche suggestione moderna. Semplice visione consolatoria della mente umana o presagio di un Aldilà reale?

Di Cavaliere Vermiglio



 

sabato 26 settembre 2026

Aviation Yes 2026 (Kermesse congressuale aerospaziale) con 2 tavole rotonde

Spazio e aviazione si incontrano: Aviation Yes annuncia con orgoglio la partecipazione straordinaria di un Astronauta al prossimo evento che è a entrata gratuita

L’organizzatrice  di Aviation Yes, dott.ssa Francesca Bittarello, è lieta e onorata di annunciare la partecipazione straordinaria di un astronauta ESA e magg. Dell’ Aeronautica Militare in qualità di ospite e relatore al prossimo appuntamento annuale previsto per domenica .

La presenza di una figura di un astronauta  che si addestra per superare i confini dell'atmosfera terrestre rappresenta una pietra miliare per Aviation Yes. Questo incontro offrirà a tutti i partecipanti, ai professionisti del settore e agli appassionati del volo un’opportunità unica di confronto, unendo idealmente il mondo dell'aviazione civile e militare con la frontiera dell'esplorazione spaziale.

Durante l'evento, l'astronauta condividerà la propria esperienza operativa, focalizzandosi su temi cruciali quali la gestione del rischio, l'evoluzione tecnologica dei sistemi di volo e l'importanza del lavoro di squadra in contesti estremi; valori che costituiscono da sempre il nucleo della missione di Aviation Yes.


"Per Aviation Yes è un privilegio assoluto poter ospitare una personalità di questo calibro," dichiara Francesca Bittarello "La sua partecipazione non solo impreziosisce il nostro programma, ma funge da straordinaria fonte di ispirazione per le nuove generazioni di piloti, ingegneri e professionisti del volo che vedono nello spazio il naturale prolungamento della propria passione per il cielo."inoltre continua Bittarello "un onore avere questo anno anche i Reparti Aerei di Marina Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza. Presenti in seconda Tavola Rotonda anche quotate personalità del settore presenti nel programma sul sito ufficiale dell'evento www.aviationyes.com"


L’organizzatrice  di Aviation Yes resta a disposizione dei media ai suoi riferimenti mail e whatsapp +393294218323.

AVIATION YES si colloca tra i primi eventi congressuali italiani legati a difesa e aerospazio e da questo anno si svolge  con la nuova configurazione di tavole rotonde congressuali.


In allegato il programma.


Informazioni utili sull’evento:


Cosa: Aviation Yes 2026 (Kermesse congressuale aerospaziale) con 2 tavole rotonde

Quando: Domenica 27 settembre 2026
Dove: Sale congressi del Simon Hotel, Pomezia (RM)
Modalità di accesso:Ingresso gratuito con i  posti a sedere
Pausa Pranzo: assaggi prodotti tipici locali del IL BOCCONCINO e pranzo in convenzione al ristorante Sicomoro del Simon Hotel
Sito ufficiale per prenotazioni e aggiornamenti:aviationyes.com
Canale video ufficiale:Aerospace World Channel su YouTube

 

I riferimenti della Dott.ssa Francesca Bittarello, organizzatrice dell'evento:

francescabittarello@luxcoedizioni.com
francescabittarello@aviationyes.com
www.luxcoedizioni.com
www.aviationyes.com
cell./whatsapp: +39 329.4218323

sabato 12 settembre 2026

L'esoterismo tedesco. Dal Goethe alchimista allo Jünger occulto

tratto da "Il Giornale" del 15 febbraio 2024

L'esoterismo ha esercitato una specifica suggestione sulla letteratura degli ultimi tre secoli, condizionandola in modo significativo

di Luigi Iannone


L'esoterismo ha esercitato una specifica suggestione sulla letteratura degli ultimi tre secoli, condizionandola in modo significativo. Pur nelle sue mutevoli versioni, appare elemento non marginale nell'analisi del patrimonio culturale dell'Occidente, perché ha rivelato come molti di quei ricorrenti motivi «segreti» siano utili per comprendere autori e opere altrimenti equivocati, ma anche per un processo di avvicinamento spesso mutato nell'identificazione tra singole personalità, tendenze e contenuti. Se nel '700 il riferimento quasi esclusivo era alla pratica massonica, ai circoli e alle logge, poi la tensione si è progressivamente incentrata sulla pratica individuale e sull'ascesi personale. Col passare del tempo, quando gli scrittori iniziano a essere lontani dall'adesione a società segrete, è lo studio e l'immaginazione creativa che tende all'ascesi a stimolare autonomamente i romanzi e la pratica della scrittura.

Si tratta di una nuova espressione letteraria su cui si sofferma Marino Freschi ne L'esoterismo nella letteratura tedesca. Da Goethe a Jünger (Castelvecchi, pagg. 200, euro 20), rimarcando come questa personalizzazione sia uno degli estremi anelli di una catena aurea, di una «vena sotterranea di scrittura come esercizio di trasmutazione iniziatica della coscienza» che percorre tutto il Novecento. Freschi non solo chiarisce il peso del pensiero esoterico nella letteratura di quel Paese, ma racconta anche come - dopo essersi inabissato per lungo tempo in un magma carsico - sia poi riaffiorato individualmente, attraverso romanzi «iniziatici» e/o di formazione in cui l'itinerario anche azzardato rappresenta la prospettiva di trasformazione. Da Der goldne Topf di Hoffmann, a Siddhartha e Das Glasperlenspiel di Hesse, Wilhelm Meister di Goethe, agli scritti di Mann, Rilke, Broch, Kafka, fino a Heinrich von Ofterdingen, capolavoro incompiuto di Novalis, c'è tutta la gamma di sensibilità e di avvicinamenti lungo un chiaro itinerario cronologico. Di fronte al secolo del materialismo e del positivismo, si incroceranno infatti le osservanze rosacrociane, quelle radicali dell'Ordine degli Illuminati, i rimandi del Parsifal di Wagner, l'investigazione di Freud o di Jung sull'alchimia, fino alla stagione della «Praga magica» con Kafka e Meyrink.

Nella sua fase pionieristica è Goethe a riprodurre il sigillo più rappresentativo di questo connubio. Il suo apprezzamento per i temi esoterici si snoda attraverso il simbolismo egizio, la metempsicosi, gli studi alchemici ed ermetici, nonché l'interesse giovanile che lo portò ad allestire nella sua mansarda un piccolo laboratorio alchemico con tanto di fornello e materie strane. Ma è il caso di Ernst Jünger a servire da traccia principale per Freschi, nel momento in cui incrocia la figura dell'Anarca, tra le più complesse di quel panorama letterario. In Eumeswil la magica operazione dello specchio sembra ancora riprendere le pagine della letteratura occultistica. Così come ne Il cuore avventuroso si proferisce il nome di Nigromantanus, eccellente maestro, che da giovane lo avrebbe iniziato al metodo. Jünger si eclisserà in un bosco (quello della Foresta Nera nell'Alta Svevia). Allo stesso modo faranno tanti iniziati per avvicinarsi a una dimensione segreta e alla ricerca di sentieri sconosciuti e inattuali.



domenica 6 settembre 2026

Storia del “sistema occulto” che favorì l’ascesa di Adolf Hitler

tratto da: https://it.insideover.com/storia/storia-del-sistema-occulto-che-favori-lascesa-di-adolf-hitler.html


Tra i vari misteri che ancora aleggiano sul periodo storico che, per poco più di un decennio (1933-1945), vide Adolf Hitler al comando della Germania, rapidamente trasformata in Terzo Reich, il più fitto è l’inspiegabile ascesa di un giovane disoccupato...


di Luca Gallesi


Tra i vari misteri che ancora aleggiano sul periodo storico che, per poco più di un decennio (1933-1945), vide Adolf Hitler al comando della Germania, rapidamente trasformata in Terzo Reich, il più fitto è l’inspiegabile ascesa di un giovane disoccupato e artista bohémien, che nel giro di pochi anni diventa il capo indiscutibile del Partito Nazionalsocialista e Führer indiscusso di una delle più grandi potenze europee. 

Il politologo Giorgio Galli, nell’edizione da lui curata del Mein Kampf, l’autobiografia di Hitler, scrive, a proposito della sua giovinezza: “Dal 1909 al 1912, a Vienna, il giovane Hitler vive una precaria esistenza di artista mancato. Per la seconda volta non viene ammesso all’Accademia delle arti figurative. Alloggia in ostelli e dormitori pubblici, e integra l’esigua pensione di orfano smerciando i suoi dipinti e disegni. È un giovane chiuso, introverso e dall’incerta personalità. Legge la stampa pangermanista, ammira il borgomastro antisemita Karl Lueger, si avvicina agli ideali tedesco-nazionali. Intanto si sottrae agli obblighi del servizio militare non iscrivendosi nelle liste di leva.” 

Come abbia fatto uno spiantato vagabondo a diventare uno degli uomini più potenti della Storia può essere chiarito, sempre secondo Galli, solo approfondendo il suo rapporto con quello che possiamo chiamare il “sistema occulto“, ovvero quella corrente di pensiero antirazionalista, antilluminista, non ortodossa che, a tratti, emerge nella storia dell’umanità, influenzando uomini e idee. Si badi bene, però, sottolinea sempre Galli, a non confondere, semplificando eccessivamente, la presenza di idee eterodosse nelle vicende politiche e nelle realtà umane con il complottismo becero, che teorizza l’esistenza di società segrete che dirigono da dietro le quinte il corso della storia.  I “poteri occulti” sono molto meno occulti e soprattutto meno potenti dei veri poteri reali, che agiscono alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.  

Tornando al futuro Führer, la sua repentina trasformazione da artista fallito a invincibile leader politico è giustificata, sempre secondo il noto politologo, dall’incontro, all’inizio degli Anni Venti, con gli ambienti esoterici della Società Thule (Thule Gesellschaft) punto di riferimento per gli ambienti esoterici, per le correnti antisemite e per i movimenti völkisch, un circolo organizzato come una loggia. Tra i membri del sodalizio segreto, troviamo tra gli altri, ancora studenti, alcuni tra i futuri massimi dirigenti del Terzo Reich: Rudolf Hess, Alfred Rosenberg e Hans Frank, tutti finiti alla sbarra a Norimberga, il primo condannato a vita e gli altri due a morte. La Società Thule era una branca del Germanen Orden, un gruppo antisemita ariano guidato da Rudolph von Sebottendorff, uno sradicato appassionato di astrologia e di occultismo, che sosteneva di ricevere ordini e istruzioni da non meglio identificati maestri segreti tibetani, discendenti degli antichi Atlantidei che ancora esercitavano il dominio sul mondo in qualche località irraggiungibile, sulle vette himalaiane. 

Secondo Giorgio Galli, è proprio grazie a questo ambiente, permeato di cultura esoterica, che Hitler si convince di essere il prescelto dalla dottrina segreta per compiere la missione di rifare la Germania creando una patria ariana che sarà la base per la rifondazione dell’intero universo, antitetico a quello cristiano. Scrive, infatti, sempre nel Mein Kampf: “Noi ci rivolgiamo a quelli che adorano non il denaro, ma altri Dei, ai quali votano la loro esistenza. Un giorno l’uomo tornerà a inchinarsi ad altre divinità. Solo un appello a queste stesse misteriose forze può giovare. Il comandamento che si presenta è quello di porre fine al peccato originale, tuttora operante, dell’avvelenamento della razza, per ridonare all’onnipotente Creatore esseri quali egli stesso creò”. Una volta acquisita la sapienza segreta e soprattutto investito del carisma necessario per compiere la missione, è necessario che Hitler, per passare dalle sette segrete al partito di massa, nasconda o comunque mascheri le tracce di un passato, quello esoterico, che avrebbe potuto intralciare la conquista del potere. Lo scrive esplicitamente, sempre nel Mein Kampf: “Non è possibile costruire un’organizzazione alquanto vasta e al tempo stesso tenerla segreta. Noi avevamo e abbiamo bisogno non di cento o duecento audaci congiurati, ma di centinaia di migliaia di fanatici combattenti. Questa considerazione mi indusse a vietare la partecipazione a società segrete. Quando un movimento si propone di disfare un mondo e di crearne un altro in sua vece, i suoi dirigenti devono avere perfetta conoscenza di queste leggi fondamentali: ogni movimento deve vagliare il materiale umano da lui raccolto e spartirlo in due gruppi, partigiani e membri effettivi”.

In realtà, come abbiamo visto nel precedente articolo dedicato al misterioso caso di Hess, non a tutti fu interdetta la frequentazione di società segrete, e, all’interno dell’élite nazionalsocialista ci fu anche l’esperimento, riuscito, di creare “migliaia di fanatici combattenti” strutturati esattamente come una società segreta: le SS di Himmler, un altro esponente di primissimo piano della cerchia hitleriana, a suo modo imbevuto di esoterismo. Cattolico, ma convinto di essere la reincarnazione di Enrico l’Uccellatore, (876-936) Duca di Sassonia e Re di Germania, Heinrich Himmler sostanzialmente inventò le SS, che nelle sue intenzioni avrebbero dovuto essere un Ordine mistico di combattenti e di credenti, nato per diffondere e difendere l’ideale ariano in tutto il mondo. A tale scopo, elaborò suggestivi rituali, con tanto di calendario germanico e precise regole di vita monastiche. Utilizzò un alfabeto magico, quello runico, e fece costruire, in antichi castelli, scuole segrete di formazione a cui erano ammessi solo i più selezionati membri dell’Ordine. 

Tra le tante attività, oltre a quella criminale di gestione dei campi di concentramento, per le quali sono diventate tristemente famose, le SS disponevano, grazie a risorse e mezzi pressoché illimitati, anche di un’organizzazione scientifica, la Deutsches Ahnenerbe, un istituto che finanziò spedizioni in tutto il mondo alla ricerca delle sorgenti occulte del potere. Furono infatti organizzate missioni in Finlandia (1935), per documentare le attività di maghi e streghe ancora attivi nella zona al confine con la Russia; viaggi archeologici in Svezia (1936) per studiare le antichissime incisioni rupestri ivi scoperte; e, dal 1937 sino alla fine della guerra ci fu un susseguirsi di spedizioni scientifiche in tutti i continenti: in Italia, da Bolzano a Cosenza alla Val Camonica; nel Vicino Oriente,  fino a Bagdad; in Perù, poi ancora in Nord Europa e soprattutto in Asia. La meta preferita era il Tibet, dove furono ben cinque le missioni delle SS, organizzate per scopi alpinistici, per ragioni etnologiche, per obiettivi politici ma soprattutto per finalità esoteriche, come la ricerca della mitica Agarthi, il regno sotterraneo dove ebbe origine, secondo miti e leggende accreditati come verità scientifiche, la razza ariana.

Di quelle spedizioni, oltre ai filmati originali reperibili in Rete, rimangono suggestioni “nazioccultiste” che hanno ispirato alcuni videogiochi e vari film, anche di successo, come un paio di avventure di Indiana Jones, I predatori dell’arca perduta e L’ultima crociata, e, tra gli altri, una pellicola del 2003, Il Monaco, dove il protagonista è, appunto un vecchio nazista alla ricerca di una formula magica custodita in un monastero tibetano. Alle pellicole non di fantasia, invece, appartiene il blockbuster Sette anni in Tibet, storia vera delle avventure dell’ufficiale SS Heinrich Harrer, impersonato da Brad Pitt, che riuscì a fuggire nel 1944 da un campo di concentramento britannico ai piedi dell’Himalaya per accasarsi addirittura dal Dalai Lama, allora adolescente. 

Tra i retaggi del nazismo magico, finito in modo tragico tra le fiamme della Berlino in macerie del 1945 o sulle forche alleate di Norimberga nel 1946, sopravvive dunque, ironia della sorte, una dimensione kitsch, presente soprattutto in molti film di serie B, come i nazisti sulla Luna di Iron Sky, o le SS-zombie di Dead Snow o addirittura, il ritorno delle teorie sulla terra cava proprie della Thule Gesellschaft riprese letteralmente nel grottesco e recentissimo Godzilla contro Kong, dove si giustifica il ritorno sulla Terra dei mostri preistorici proprio grazie alla teoria pseudoscientifica della Terra vuota, uno spazio sotto la crosta terrestre dove vivrebbero ancora animali e piante di un’era preumana.

lunedì 3 agosto 2026

“SPIRITISMO?”: LE RICERCHE DI LUIGI CAPUANA SUL PARANORMALE

tratto da L'Opinione dell'11 dicembre 2022

di Fabrizio Federici



Simona Cigliana, docente di Critica militante presso il dipartimento di Italianistica dell’Università “La Sapienza”, e di Sociologia della Letteratura e dell’Arte presso l’Università del Molise, autrice di vari studi sulla letteratura del secondo Ottocento e primo Novecento, aveva già analizzato gli insospettati rapporti tra due movimenti, se non nemici, dichiaratamente avversari come futurismo e positivismo: vedi, ad esempio, l’inedita amicizia tra Filippo Tommaso Marinetti e Luigi Capuana. Ed è proprio da quest’ultimo che riparte la Cigliana: ora curatrice, per il marchio editoriale Il Palindromo, di una ristampa, con forte apparato bibliografico, del saggio di Capuana “Spiritismo?”, pubblicato nel 1884 con l’editore Giannotta di Catania (Armaleo Srl, Palermo, 2022, 23 euro).

Quando Capuana pubblica questo libro, siamo in pieno positivismo: e proprio lo scrittore di Mineo, insieme al conterraneo Giovanni Verga, sta imponendosi come uno dei massimi esponenti, in Italia, del verismo, cioè di quel filone, nato soprattutto in Francia, che è la massima espressione in letteratura del positivismo. Ma quegli stessi anni sono anche quelli dell’esplodere – tra America e Europa – della passione per occultismo, esoterismo (quest’ultimo, in realtà mai tramontato), spiritismo: praticati negli ambienti più vari e analizzati anche da scienziati più che seri (come, ad esempio, Cesare Lombroso, coi suoi studi sulla medium napoletana Eusapia Paladino). Sperimentazioni che, però, non arrivano, prima ancora che a una spiegazione esauriente dei loro oggetti di studio, neanche a una definizione esaustiva di sé stesse. Come del resto in parte accade anche oggi, dopo che su questi terreni (con buona pace dei “neo-inquisitori” del Cicap) son stati fatti obiettivi progressi.

Ma di cosa parla quest’opera di Capuana, pazientemente scandagliata dalla Cigliana? Lo scrittore di Mineo, diversamente da altri frettolosi appassionati di queste sperimentazioni, che arrivano a viverle come una nuova religione, si mantiene – lui che a quell’epoca non è credente – sempre nel solco di una doverosa, scientifica, cautela. Tuttavia, di fronte ai detrattori per partito preso, protesta “un’invincibile diffidenza contro certi sdegnosi responsi” della “scienza ufficiale” (pag. 74 di questa ristampa dell’opera), e lamenta, semmai, i limiti obiettivi delle conoscenze e dei mezzi d’indagine disponibili in quel momento storico: confidando nei futuri progressi che dovrebbero sciogliere gli enigmi dell’oggi.

In “Spiritismo?”, con piglio narrativo, spesso anche ironico, Luigi Capuana racconta le sue ricerche nel campo del paranormale: nel contesto soprattutto del rapporto che nel 1864 – quando venticinquenne giunge a Firenze per farsi strada nell’ambiente della città, prossima capitale temporanea del Regno – avvia con la diciottenne Beppina Poggi, figlia dei proprietari della pensione dove alloggia. La ragazza, una volta da lui indotta con l’ipnosi a uno stato di sonnambulismo, mostra “quasi subito facoltà di sonnambula... eccezionali”, incredibilmente “docili e sottomesse” (pagine 86-87). Che Capuana, dopo qualche incertezza, decide di usare per le sue sperimentazioni paranormali. Sperimentazioni di cui poi si pentirà: confessando molti anni dopo, appunto in “Spiritismo?”, che tali esperimenti ebbero, all’epoca, “un funestissimo risultato”.

È chiaramente impossibile, pur alla luce dei progressi fatti da allora, dalla “ricerca psichica” (o meglio, per usare il termine più moderno, parapsicologia), stabilire se le presunte rievocazioni di personaggi addirittura come Ugo Foscolo e Jacopone da Todi fatte da Capuana grazie alla Beppina furono mere proiezioni della mente della ragazza, in quei momenti non libera, o, invece, aperture almeno parziali di “finestre” spazio-temporali sul passato.

Ciò che è più rilevante, in questa ristampa di “Spiritismo?”, e che rappresenta, diremmo, il maggior pregio della ricerca di Simona Cigliana, è il suo contributo a una miglior comprensione di quell’epoca che fu per certi versi straordinaria. In cui s’intrecciarono, incredibilmente, scientismo estremista e amore per l’occulto, scetticismo positivista verso il sovrannaturale in genere e ricerca d’una nuova religione, letteratura e sociologia iperveriste e suggestioni mistico-esoteriche.

mercoledì 8 luglio 2026

Il codice segreto di Roma

Postiamo uno dei tanti video dell'amico Roberto La Paglia, al cui canale consigliamo di iscrivervi. 
La descrizione dal canale:

"I Libri Sibillini erano davvero profezie… o uno strumento segreto di potere nell’antica Roma?
Scopri il mistero che ha guidato le decisioni dell’Impero.
I Libri Sibillini rappresentano uno dei più grandi misteri dell’antica Roma. Custoditi nel Tempio di Giove Capitolino e consultati solo nei momenti più critici della storia, questi testi sacri influenzavano decisioni politiche, guerre e strategie dell’Impero.
Ma cosa contenevano davvero? Erano autentiche profezie… oppure un sofisticato strumento di controllo utilizzato dal potere romano?
In questa puntata di Frontiere Proibite analizziamo il mistero dei Libri Sibillini con un approccio storico, scientifico e archeologico, distinguendo tra fatti documentati e ipotesi.
Una puntata tra storia e mistero, basata su fonti antiche e interpretazioni moderne.
Erano davvero profezie divine… o il primo sistema di controllo della storia?"