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domenica 6 settembre 2026

Storia del “sistema occulto” che favorì l’ascesa di Adolf Hitler

tratto da: https://it.insideover.com/storia/storia-del-sistema-occulto-che-favori-lascesa-di-adolf-hitler.html


Tra i vari misteri che ancora aleggiano sul periodo storico che, per poco più di un decennio (1933-1945), vide Adolf Hitler al comando della Germania, rapidamente trasformata in Terzo Reich, il più fitto è l’inspiegabile ascesa di un giovane disoccupato...


di Luca Gallesi


Tra i vari misteri che ancora aleggiano sul periodo storico che, per poco più di un decennio (1933-1945), vide Adolf Hitler al comando della Germania, rapidamente trasformata in Terzo Reich, il più fitto è l’inspiegabile ascesa di un giovane disoccupato e artista bohémien, che nel giro di pochi anni diventa il capo indiscutibile del Partito Nazionalsocialista e Führer indiscusso di una delle più grandi potenze europee. 

Il politologo Giorgio Galli, nell’edizione da lui curata del Mein Kampf, l’autobiografia di Hitler, scrive, a proposito della sua giovinezza: “Dal 1909 al 1912, a Vienna, il giovane Hitler vive una precaria esistenza di artista mancato. Per la seconda volta non viene ammesso all’Accademia delle arti figurative. Alloggia in ostelli e dormitori pubblici, e integra l’esigua pensione di orfano smerciando i suoi dipinti e disegni. È un giovane chiuso, introverso e dall’incerta personalità. Legge la stampa pangermanista, ammira il borgomastro antisemita Karl Lueger, si avvicina agli ideali tedesco-nazionali. Intanto si sottrae agli obblighi del servizio militare non iscrivendosi nelle liste di leva.” 

Come abbia fatto uno spiantato vagabondo a diventare uno degli uomini più potenti della Storia può essere chiarito, sempre secondo Galli, solo approfondendo il suo rapporto con quello che possiamo chiamare il “sistema occulto“, ovvero quella corrente di pensiero antirazionalista, antilluminista, non ortodossa che, a tratti, emerge nella storia dell’umanità, influenzando uomini e idee. Si badi bene, però, sottolinea sempre Galli, a non confondere, semplificando eccessivamente, la presenza di idee eterodosse nelle vicende politiche e nelle realtà umane con il complottismo becero, che teorizza l’esistenza di società segrete che dirigono da dietro le quinte il corso della storia.  I “poteri occulti” sono molto meno occulti e soprattutto meno potenti dei veri poteri reali, che agiscono alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.  

Tornando al futuro Führer, la sua repentina trasformazione da artista fallito a invincibile leader politico è giustificata, sempre secondo il noto politologo, dall’incontro, all’inizio degli Anni Venti, con gli ambienti esoterici della Società Thule (Thule Gesellschaft) punto di riferimento per gli ambienti esoterici, per le correnti antisemite e per i movimenti völkisch, un circolo organizzato come una loggia. Tra i membri del sodalizio segreto, troviamo tra gli altri, ancora studenti, alcuni tra i futuri massimi dirigenti del Terzo Reich: Rudolf Hess, Alfred Rosenberg e Hans Frank, tutti finiti alla sbarra a Norimberga, il primo condannato a vita e gli altri due a morte. La Società Thule era una branca del Germanen Orden, un gruppo antisemita ariano guidato da Rudolph von Sebottendorff, uno sradicato appassionato di astrologia e di occultismo, che sosteneva di ricevere ordini e istruzioni da non meglio identificati maestri segreti tibetani, discendenti degli antichi Atlantidei che ancora esercitavano il dominio sul mondo in qualche località irraggiungibile, sulle vette himalaiane. 

Secondo Giorgio Galli, è proprio grazie a questo ambiente, permeato di cultura esoterica, che Hitler si convince di essere il prescelto dalla dottrina segreta per compiere la missione di rifare la Germania creando una patria ariana che sarà la base per la rifondazione dell’intero universo, antitetico a quello cristiano. Scrive, infatti, sempre nel Mein Kampf: “Noi ci rivolgiamo a quelli che adorano non il denaro, ma altri Dei, ai quali votano la loro esistenza. Un giorno l’uomo tornerà a inchinarsi ad altre divinità. Solo un appello a queste stesse misteriose forze può giovare. Il comandamento che si presenta è quello di porre fine al peccato originale, tuttora operante, dell’avvelenamento della razza, per ridonare all’onnipotente Creatore esseri quali egli stesso creò”. Una volta acquisita la sapienza segreta e soprattutto investito del carisma necessario per compiere la missione, è necessario che Hitler, per passare dalle sette segrete al partito di massa, nasconda o comunque mascheri le tracce di un passato, quello esoterico, che avrebbe potuto intralciare la conquista del potere. Lo scrive esplicitamente, sempre nel Mein Kampf: “Non è possibile costruire un’organizzazione alquanto vasta e al tempo stesso tenerla segreta. Noi avevamo e abbiamo bisogno non di cento o duecento audaci congiurati, ma di centinaia di migliaia di fanatici combattenti. Questa considerazione mi indusse a vietare la partecipazione a società segrete. Quando un movimento si propone di disfare un mondo e di crearne un altro in sua vece, i suoi dirigenti devono avere perfetta conoscenza di queste leggi fondamentali: ogni movimento deve vagliare il materiale umano da lui raccolto e spartirlo in due gruppi, partigiani e membri effettivi”.

In realtà, come abbiamo visto nel precedente articolo dedicato al misterioso caso di Hess, non a tutti fu interdetta la frequentazione di società segrete, e, all’interno dell’élite nazionalsocialista ci fu anche l’esperimento, riuscito, di creare “migliaia di fanatici combattenti” strutturati esattamente come una società segreta: le SS di Himmler, un altro esponente di primissimo piano della cerchia hitleriana, a suo modo imbevuto di esoterismo. Cattolico, ma convinto di essere la reincarnazione di Enrico l’Uccellatore, (876-936) Duca di Sassonia e Re di Germania, Heinrich Himmler sostanzialmente inventò le SS, che nelle sue intenzioni avrebbero dovuto essere un Ordine mistico di combattenti e di credenti, nato per diffondere e difendere l’ideale ariano in tutto il mondo. A tale scopo, elaborò suggestivi rituali, con tanto di calendario germanico e precise regole di vita monastiche. Utilizzò un alfabeto magico, quello runico, e fece costruire, in antichi castelli, scuole segrete di formazione a cui erano ammessi solo i più selezionati membri dell’Ordine. 

Tra le tante attività, oltre a quella criminale di gestione dei campi di concentramento, per le quali sono diventate tristemente famose, le SS disponevano, grazie a risorse e mezzi pressoché illimitati, anche di un’organizzazione scientifica, la Deutsches Ahnenerbe, un istituto che finanziò spedizioni in tutto il mondo alla ricerca delle sorgenti occulte del potere. Furono infatti organizzate missioni in Finlandia (1935), per documentare le attività di maghi e streghe ancora attivi nella zona al confine con la Russia; viaggi archeologici in Svezia (1936) per studiare le antichissime incisioni rupestri ivi scoperte; e, dal 1937 sino alla fine della guerra ci fu un susseguirsi di spedizioni scientifiche in tutti i continenti: in Italia, da Bolzano a Cosenza alla Val Camonica; nel Vicino Oriente,  fino a Bagdad; in Perù, poi ancora in Nord Europa e soprattutto in Asia. La meta preferita era il Tibet, dove furono ben cinque le missioni delle SS, organizzate per scopi alpinistici, per ragioni etnologiche, per obiettivi politici ma soprattutto per finalità esoteriche, come la ricerca della mitica Agarthi, il regno sotterraneo dove ebbe origine, secondo miti e leggende accreditati come verità scientifiche, la razza ariana.

Di quelle spedizioni, oltre ai filmati originali reperibili in Rete, rimangono suggestioni “nazioccultiste” che hanno ispirato alcuni videogiochi e vari film, anche di successo, come un paio di avventure di Indiana Jones, I predatori dell’arca perduta e L’ultima crociata, e, tra gli altri, una pellicola del 2003, Il Monaco, dove il protagonista è, appunto un vecchio nazista alla ricerca di una formula magica custodita in un monastero tibetano. Alle pellicole non di fantasia, invece, appartiene il blockbuster Sette anni in Tibet, storia vera delle avventure dell’ufficiale SS Heinrich Harrer, impersonato da Brad Pitt, che riuscì a fuggire nel 1944 da un campo di concentramento britannico ai piedi dell’Himalaya per accasarsi addirittura dal Dalai Lama, allora adolescente. 

Tra i retaggi del nazismo magico, finito in modo tragico tra le fiamme della Berlino in macerie del 1945 o sulle forche alleate di Norimberga nel 1946, sopravvive dunque, ironia della sorte, una dimensione kitsch, presente soprattutto in molti film di serie B, come i nazisti sulla Luna di Iron Sky, o le SS-zombie di Dead Snow o addirittura, il ritorno delle teorie sulla terra cava proprie della Thule Gesellschaft riprese letteralmente nel grottesco e recentissimo Godzilla contro Kong, dove si giustifica il ritorno sulla Terra dei mostri preistorici proprio grazie alla teoria pseudoscientifica della Terra vuota, uno spazio sotto la crosta terrestre dove vivrebbero ancora animali e piante di un’era preumana.

martedì 27 gennaio 2026

L’isola di Thule e i misteri del nazismo

tratto da https://it.insideover.com/schede/storia/thule-l-isola-che-non-c-e-dove-nacque-il-nazismo.html

del 28 Settembre 2021

di Emanuel Pietrobon


L’epopea nazista non è durata mille anni come avrebbe desiderato Adolf Hitler, ma quel dodicennio è stato sufficiente a catalizzare l’entrata della storia e dell’umanità in una nuova era: l’era della guerra fredda, della decolonizzazione e della fine definitiva del sistema europeo degli Stati. E ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, quella nazista continua ad essere la saga storica che, più di ogni altra – anche più del confronto egemonico tra Stati Uniti e Unione sovietica –, stuzzica maggiormente l’immaginazione di scrittori e sceneggiatori.

Le ragioni alla base dell’eterno interesse verso il nazismo sono molteplici, poiché spazianti dalla curiosità antropologica alla trasmissione della memoria e dalla ricerca storica alla fascinazione verso il lato misterico e misticistico del Mito del ventesimo secolo. Perché il nazismo non fu soltanto odio e guerra, ma fu anche criptoarcheologia, esoterismo, occultismo, teosofia e ufologia. Perché il nazismo non fu soltanto Joseph Goebbels, ma fu anche il ricercatore del Graal Otto Rahn, il mistico Karl Maria Wiligut e l’enigmatico Rudolf Hess. Perché il nazismo non fu soltanto SS e Luftwaffe, ma fu anche Ahnenerbe e Società di Thule.


Introduzione a Thule

Thule è l’isola dove non tramonta mai il Sole sulla quale l’esploratore greco Pitea avrebbe messo piede trecento anni prima della venuta di Cristo. Un’isola dalla bellezza apollinea, intrisa di magia, a metà tra questo mondo e l’Altro – Thule deriva dall’etrusco “tular“, cioè “confine” – e che nessuno ha mai più ritrovato.

Da alcuni identificata come l’Islanda, da taluni come la Groenlandia, e da altri ancora come un luogo accessibile soltanto ai puri, agli eletti, quest’isola perduta e leggendaria, Eden in terra, ha plasmato per secoli l’immaginario collettivo dei pensatori, degli scrittori e degli esoteristi. Ed è a lei che ad un certo punto del Novecento, compreso fra il 1911 e il 1918, un manipolo di occultisti, veterani e nostalgici del Reich avrebbe dedicato una delle fratellanze segrete più influenti dell’epoca: la Società di Thule.

Fondata da Walter Nauhaus, un militare con la passione per l’arte e per lo studio dei miti degli antichi popoli germanici, come i norreni, la Società di Thule nasce come gruppo di studio riunente seguaci dell’ariosofia di Guido von List e Jorg Lanz von Liebenfels, della teosofia di Helena Blavatsky, dell’occultismo razzistico di Aleister Crowley e di scuole di pensiero come il neoteutonismo di Theodor Fritsch.

Questa associazione di studi, che avrebbe acquisito il nome di Thule soltanto nel 1918 – in seguito all’incontro tra Nauhaus e l’esoterista Rudolf von Sebottendorf –, tra l’immediato dopoguerra e la prima metà degli anni Venti avrebbe visto la partecipazione alle proprie riunioni segrete di quella che, un decennio dopo, sarebbe divenuta l’élite del nazismo: Hess, Rosenberg, Hermann Goring, Heinrich Himmler, il futuro governatore della Polonia occupata Hans Frank, l’ideologo Dietrich Eckart, il propagandista Julius Lehmann, il geopolitico Karl Haushofer e l’economista Gottfried Feder.

Alcuni di loro si conoscevano già, altri si sarebbero conosciuti tra una lezione e l’altra sulle origini ariane dei tedeschi; quel che è certo ed innegabile è il contributo di Thule all’ascesa del nazismo, da essa creato inconsapevolmente favorendo l’incontro di personaggi che insieme avrebbero scritto la storia del Novecento e galvanizzando la diffusione di idee che avrebbero plasmato la NS-weltanschauung.


La popolarità

Se la Società di Thule non fosse esistita, i nazionalsocialisti avrebbero dovuto inventarla. Perché Thule è dove nasce quel misticismo nazista che avrebbe condotto gli archeologi e gli esploratori dell’Ahnenerbe in lungo e in largo per il mondo, alla ricerca dei resti della perduta razza ariana, di reliquie leggendarie come il Santo Graal e di luoghi mitologici come il regno di Agarthi.

Ai convegni di Thule veniva insegnato che i tedeschi erano i discendenti di una razza superiore (herrenrasse), quella dei perduti ariani, che all’alba dei tempi aveva dominato l’Eurasia e portato prometeicamente il fuoco agli Uomini. Un legato che il popolo tedesco era chiamato a valorizzare, a custodire gelosamente e a difendere della minacce della mescolanza razziale, del materialismo e del cosmopolitismo; tre prodotti di un presunto complotto demo-pluto-giudaico-bolscevico-massonico ordito ai danni della Germania, dell’Europa e della Cristianità.

"I maestri di Thule insegnavano ai loro allievi che avrebbero dovuto dare vita ad una resistenza spirituale contro l’incedere delle suddette insidie e che avrebbero trovato la forza necessaria ad esperire la missione di salvare la Germania e l’Europa dall’energia promanante dall’isola dell’ultima Thule. Un’isola che non era come altre: perché era perduta, perché era il centro del regno leggendario di Iperborea e perché era la fonte di volitività della herrenrasse."

Il loro appello alla salvazione del Großgermanisches Reich, il Reich della Grande Germania, non avrebbe mai catturato l’attenzione delle masse – in tutta la Baviera si contavano circa 1.500 membri –, ma la storia, si sa, non l’hanno mai fatta le masse: la storia è, da sempre, prerogativa di condottieri carismatici che trascinano le masse.

All’acme della popolarità, cioè il 1919, la Società di Thule fu accusata dal governo centrale di aver pilotato i tumulti alla base della nascita della cosiddetta Repubblica Sovietica Bavarese. Non era vero, ovviamente, anche perché i thulisti erano fermamente anticomunisti, ma quell’accusa servì a Berlino per inaugurare una campagna repressiva contro di loro a base di arresti ed esecuzioni.


La fine

Braccati dal governo centrale, dal quale stavano venendo incarcerati e giustiziati, i thulisti avrebbero progressivamente e silenziosamente smantellato la Società. Erano degli esoteristi con la fissazione per le razze, non degli aspiranti golpisti, perciò decisero che il gioco non valeva la candela.

Poco a poco, uno dopo l’altro, i thulisti sarebbero entrati a far parte del precursore del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, il Partito dei Lavoratori Tedeschi (DAP, Deutsche Arbeiterpartei), condividendone lo spirito conservatore e patriottico. E quel partito, chiaramente, sarebbe stato foggiato in maniera determinante dall’influsso significativo di thulisti, assumendo di lì a breve una nuova forma: quella nazista.

Per quanto riguarda Thule, su di essa non esiste una data di scioglimento così come non ne esiste una relativa alla fondazione. Essa nacque nell’anonimato e morì nell’ombra. Quel che è noto è che strutturalmente non sopravvisse agli anni Venti, dato che von Sebottendorff avrebbe cercato di riportarla in vita dopo il 1933 – ma non fu possibile per via della legislazione antimassonica della Germania nazista. Thule, ad ogni modo, avrebbe continuato a vivere sotto forma di idea, guidando le bussole degli esploratori della Ahnenerbe, arricchendo la propaganda di Joseph Goebbels e influenzando la mente e stuzzicando la fantasia di quella generazione di statisti, politici e pensatori tedeschi allevata al culto del Mito del ventesimo secolo.



mercoledì 4 luglio 2018

Svastica e rabdomanti: ecco le armi occulte utilizzate dal Terzo Reich

tratto da "Il Giornale" del 23/01/2018

Un saggio di Kurlander approfondisce il rapporto tra nazionalsocialismo ed esoterismo

di Luca Gallesi

È ancora talmente incomprensibile l'enorme successo di un caporale boemo diventato dal nulla il Führer indiscusso del popolo tedesco, che, soprattutto a livello di cultura popolare, l'intervento di forze soprannaturali sembra essere l'unica spiegazione possibile.
Quello del «nazi-occultismo» è, infatti, un tema molto apprezzato dalla cultura pop, come dimostrano gli innumerevoli fumetti, produzioni televisive, film e videogiochi dove i malvagi seguaci di Hitler provano a conquistare il mondo, resuscitando il Reich immortale grazie a scellerati patti infernali o ad antichi sortilegi.

Ad esempio, nei fumetti, e nel film del 2011 Captain America. Il primo Vendicatore, il celebre eroe Marvel combatte contro la Hydra, una società segreta legata al regime hitleriano, e al filone del «nazismo esoterico» si richiamano anche videogiochi molto popolari come Wolfenstein, per non parlare, poi, del cinema, dove esiste un vero e proprio filone di pellicole in cui il Terzo Reich attinge alle forze demoniache, come nei Predatori dell'Arca Perduta o addirittura risorge grazie a zombie-SS, come accade nell'esilarante horror-comedy Dead Snow.
L'attrazione per tali argomenti ha, però, anche dei fondamenti storici precisi e innegabili, come dimostra uno studio scientifico dedicato all'argomento appena pubblicato da Mondadori: I mostri di Hitler. La storia soprannaturale del Terzo Reich, di Erich Kurlander (pagg. 612, euro 30, traduzione di Chiara Rizzo e Roberto Serrai). L'autore, professore di storia alla Stetson University, ha già dedicato due libri alla storia della Germania tra le due guerre, è relativamente giovane (1973), e riesce quindi più facilmente a non cadere negli stereotipi e nei luoghi comuni frequenti quando si tratta di temi delicati. Consapevole di muoversi su un terreno sdrucciolevole, dove è facile prendere lucciole per lanterne (magiche) o confondere realtà e propaganda, Kurlander sviluppa le sue tesi motivandole e fornendo al lettore appassionato di storia validi motivi e nuove informazioni sulla Germania hitleriana, il cui apparato di potere era disposto ad utilizzare qualsiasi strumento e a sfruttare ogni scuola di pensiero, pur di ampliare e consolidare il proprio consenso, argomento finora trascurato dalla ricchissima bibliografia sull'occultismo nazionalsocialista, esaurientemente analizzata e criticata da Kurlander.

Dopo l'exploit per lo più divulgativo degli anni Sessanta e Settanta, inaugurato dal celebre Il mattino dei maghi di L. Pauwels e J. Bergier, che definirono il Terzo Reich come: «Renè Guenon più le Panzer Divisionen», seguì, tra gli anni Novanta e il primo decennio del nuovo secolo un'ondata di saggistica che inseriva l'esoterismo nazionalsocialista nel revival occultistico fiorito a cavallo tra Otto e Novecento. Fu quindi il momento di studi, soprattutto angloamericani, che minimizzavano l'influsso della tradizione ermetica sul regime hitleriano, mentre da noi, invece, lo studioso di scienze politiche Giorgio Galli apriva un filone di studi storici dedicati alla profonda influenza che la cultura esoterica ebbe tanto nella formazione culturale del Führer quanto nella gran parte dell'élite che prese il potere in Germania nel 1933, tesi ripresa e sviluppata ne I mostri di Hitler, con una peculiarità evidente sin dal sottotitolo, ovvero l'attenzione al soprannaturale invece che all'occulto o alla magia.

Nella dimensione «occulta», infatti, non possono rientrare molti argomenti analizzati nel saggio, come le cosiddette «scienze di confine» come la radiestesia, l'antroposofia, l'agricoltura biodinamica, l'ariosofia e la teoria del ghiaccio cosmico, molto apprezzati dal regime, che finanziò la ricerca di tecnologie miracolose e lo studio del folclore, e organizzò missioni esplorative in tutto il mondo. Curiosissimo, ad esempio, il capitolo dedicato agli esperimenti di radiestesia del Pendulum-Institut della Marina militare tedesca, il cui obiettivo era «individuare la posizione dei convogli nemici in mare attraverso pendoli e altri dispositivi soprannaturali», affinché gli U-Boot potessero silurarli. L'Istituto impiegò un vasto gruppo di studiosi dell'occulto che usavano tecniche diverse, con i rabdomanti che venivano costretti per tutto il giorno a stare sulle carte nautiche con le braccia stese e il pendolino in mano.

Altrettanto singolare è la ricostruzione dell'«Operazione Marte», ovvero il lavoro di intelligence che, nell'estate 1943, permise ai tedeschi di localizzare la prigione di Mussolini a Campo Imperatore, dove fu liberato dalla spettacolare missione di Otto Skorzeny. Ebbene, verso la fine di luglio circa quaranta astrologhi e occultisti, alcuni tratti addirittura dai campi di concentramento, vennero ospitati, per trovare il Duce, a Wannsee, nel quartiere generale della polizia criminale, dove, alla fine, sembra che riuscirono a localizzare un punto sui monti dell'Abruzzo.

Le conclusioni di Kurlander offrono, quindi, un apprezzabile contributo alla riflessione sul ruolo dell'immaginario collettivo, ovvero di una realtà importante che, però, né le statistiche sociali né le previsioni economiche prendono in seria considerazione. «Non tutti i tedeschi che condividevano elementi dell'immaginario soprannaturale proposto dal Partito nazionalsocialista erano imperialisti o razzisti, ma questo è esattamente il motivo per cui lo sfruttamento nazionalsocialista dell'immaginario soprannaturale fu tanto efficace nell'attrarre e conservare il sostegno di una parte così ampia e trasversale della popolazione tedesca». E, vinta la Germania, come ammoniva Jung, altre nazioni sarebbero diventate vittime della possessione se «avessero dimenticato il pericolo di cadere anch'esse, altrettanto improvvisamente, prede delle potenze demoniache. Ogni uomo che smarrisce la sua ombra, ogni nazione che si sente moralmente superiore, è la loro preda, e questa tendenza generale a lasciarsi suggestionare svolge un ruolo enorme nell'America di oggi». Parole scritte più di settant'anni fa, che oggi risuonano sinistramente attuali.